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	<title>The Pink Box Foundation</title>
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	<description>La Pink Box Foundation nasce dai bambini, per i bambini e per il futuro dei bambini. &#124; The Pink Box Foundation is because of the children,for the children and for the future of the children</description>
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		<title>Ritornando da SIMIATUG</title>
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		<pubDate>Fri, 20 Aug 2010 11:58:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Appunti di viaggio]]></category>
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		<description><![CDATA[a cura di Padre Gianni Carparelli Siamo appena ritornati, il 28 di giugno scorso, da un viaggio-missione a Simiatug, a nord di Quito (regione: Bolivar in Equador, 3200-4000 metri di altezza). In questa regione diciamo impervia, la Pink Box Foundation (fondata dai Dr. Gino e Marisa Bucchino nel 2007) un gruppo di amici del Canada, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>a cura di Padre Gianni Carparelli</p>
<p>Siamo appena ritornati, il 28 di giugno scorso, da un viaggio-missione a Simiatug, a nord di Quito (regione: Bolivar in Equador, 3200-4000 metri di altezza). In questa regione diciamo impervia, la Pink Box Foundation (fondata dai Dr. Gino e Marisa Bucchino nel 2007) un gruppo di amici del Canada, dell’Italia e dell’Ecuador ha deciso di dare una mano a chi fa fatica a vivere per condizioni storico-culturali, climatiche&#8230; Soprattutto i bambini e le donne soffrono di più la mancanza di cose alle quali noi invece siamo ormai abituati: igiene, una alimentazione corretta, rispetto per la dignità della persona&#8230; La Dottoressa Maria Licia Scantamburlo di Trento, il Geometra Prof. Gianni Quatrini di Viterbo e Padre Gianni Carparelli, attualmente di nuovo a Toronto per un anno, si sono recati sul luogo per vedere la situazione e anche dare suggerimenti su quello che si può fare senza imporre un modello e uno stile di vita che potrebbe non essere adatto in quella cultura e quelle condizioni. Come aiutare le persone a camminare con i propri piedi?</p>
<p>Come proporre degli stili che siano adatti alle capacità di chi poi deve usarli?</p>
<p>A volte, forse spesso, pensiamo che quello che noi abbiamo conquistato in tanti anni di cammino, sia quello che possiamo proporre-imporre ad altri che partono da condizioni differenti. Bisognerebbe andare sul luogo e fermarsi un po’ di tempo, in ascolto della cultura e della visione delle cose che la gente sparsa per le montagne nello stato di Bolivar e appartenenti alla antica cultura Quechua (li troviamo anche in Bolivia, Perù&#8230;). Bisognerebbe affrontare le lunghe ore di cammino per strade che non sono strade. Bisognerebbe entrare nelle loro ‘<em>chose’</em> o capanne sparse per le vallate o andare e andare, insieme ai loro ‘<em>llamas’, </em> mettersi in mezzo a loro il mercoledi durante la giornata di mercato che li vede arrivare da ogni dove con i loro prodotti e animali da vendere… bisognerebbe dare uno sguardo alle decine di latrine costruite da generosi europei per le campagne per uso pubblico e mai usate perché non fanno parte del loro mondo umano. Il loro concetto di igiene, di pulizia, di organizzazione delle cose, non è il nostro. Eppure vivono, sono contenti, sanno che tanti dei loro piccoli muoiono poco dopo la nascita per malattie che noi ormai da tanto abbiamo sotto controllo&#8230; Io mi sono trovato il mercoledi 23 di giugno a dover benedire il corpicino di un a bambina, Jessica, di pochi giorni morta tra le vallate per una polmonite. Me l’avevano portata li, dopo ore e ore di cammino. mentre entravo in Chiesa.</p>
<p>&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;.</p>
<p><strong>Cosa vuol dire: AIUTARE?</strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p>Perche dico questo? Per rispetto dei loro cammini e per rispetto di quello che possiamo fare. Costruire case non serve. Costruire scuole come le nostre non serve. Costruire biblioteche non serve. Costruire gabinetti pubblici non serve&#8230;. diciamo che almeno non è una priorità per ora. Serve secondo me una <em>educazione liberatrice</em>. Cosa significa? Serve aiutarli a pensare sulla propria vita e le proprie condizioni, far loro vedere piano piano che più pulizia e igiene serve a migliorare la salute dei loro bambini. Serve far vedere che mangiare meglio, aggiungendo alla dieta alimentare verdure e frutta aiuta la crescita dei loro bambini. Serve che una o più persone vivano con loro e si incontrino con loro per far vedere come si coltiva un orto, come allevare qualche gallina per avere la carne e le uova. Serve favorire incontri tra di loro per ragionare insieme e sentirsi comunità in cammino. Serve aiutare a capire che la loro sofferenza non è un dovere di nascita da accettare con spirito di accettazione. E’, la sofferenza e la povertà, una condizione che si può e si deve superare perché non sono né una punizione né un regalo di nessun Dio.</p>
<p><strong><em>IL NOSTRO COMPITO come Pink Box?</em></strong></p>
<p><strong><em> </em></strong></p>
<p>Non è regalare cose, ma promuovere nel loro animo il desiderio di trovare risposte ai propri problemi. Educare, Educare, Educare&#8230;. far nascere dentro il loro animo e la loro comunità i cammini verso la resurrezione. Per questo si chiama <em>Educazione liberatrice</em>. E’ prendere coscienza. Si chiama, passami questa frase non facile: processo di coscientizzazione</p>
<p>Per questo abbiamo pensato di ridefinire il nostro servizio e presenza: meno costruzioni e più scuola per tutti. Certo possiamo dare una mano per migliorare le condizioni delle scuolette o degli asili già costruiti o in via di costruzione, possiamo aiutarli a sistemare i pannelli solari&#8230;. ma dobbiamo anche vedere poi come vengono e se vengono usati. Questo lo si può fare educando attraverso la presenza di una persona che segua questo cammino. Diceva il grande Mandela in Sud Africa alle organizzazioni internazionali che operavano sul territorio: ‘<em>Non date cose ai miei africani, insegnate loro a farsele’</em>. Certo questo cammino non si può vedere subito in fotografia. Qui è dove anche noi dobbiamo educarci. Noi dobbiamo capire meglio come aiutare il mondo e le persone. Nei prossimi incontri della Pink Box sia in Canada che in Italia faremo questo: ci aiuteremo a capire. Non saranno solo cene per mangiare e ballare, ma soprattutto incontri conviviali per capire e crescere nella civiltà. Stiamo preparando un video educativo al quale il Professor Gianni Quatrini già sta lavorando in Italia, con la consulenza della Dottoressa Maria Licia, di Pe Gianni e del Dr. Bucchino Gino.</p>
<p><strong><em>Con un grande GRAZIE</em></strong></p>
<p><strong><em> </em></strong></p>
<p><strong>Da parte del missionario Pe Sandro da trenta anni sulla breccia ed ora molto stanco e provato. Un grazie a tutti coloro: in Italia (Trento, Viterbo e Venezia), in Canada e in Ecuador, che credono in un futuro migliore. E una confessione personale: in passato pensavo veramente che avrei potuto cambiare il mondo. Ora mi rendo conto che forse posso cambiare il mondo che è dentro di me. </strong></p>
<p><strong>Adesso mi sento sulla strada giusta. Spero solo di non averla sbagliata ancora, perché comincia ad essere un po’ tardi per cambiare di nuovo.</strong></p>
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